
È facile puntare il dito fuori, parlare di ciò che non va e immaginare grandi rivoluzioni. Molto più difficile è fermarsi e guardare dentro, ammettere i propri limiti e lavorarci sopra. Spesso si sogna un mondo migliore senza chiedersi quale parte si stia giocando, nel piccolo, ogni giorno.
Lev Tolstoj racchiude questa contraddizione in una frase molto chiara: “Tutti pensano a cambiare il mondo, ma nessuno pensa a cambiar se stesso”. Il senso è che prima di pretendere che tutto intorno migliori, bisognerebbe iniziare da sé. Le abitudini, i comportamenti, il modo di parlare e di reagire hanno un peso reale. Senza questo lavoro personale, ogni discorso sul cambiamento resta solo teoria.
Tolstoj, autore di opere immense come Guerra e pace e Anna Karenina, negli ultimi anni della sua vita si concentrò molto su temi morali e spirituali. Cercava una vita più semplice, coerente con i suoi ideali, e fu spesso critico verso l’ipocrisia sociale. Le sue riflessioni non nascevano dall’alto, ma da una lunga lotta interiore, fatta di dubbi e tentativi.
Questa frase resta attuale perché mette tutti davanti a una responsabilità concreta. Non serve fare grandi proclami perché anche i piccoli gesti quotidiani contano. Quando si inizia da se stessi, qualcosa intorno cambia davvero, anche senza fare tanto rumore.











