Motti Fascisti: I 50 più famosi del ventennio

Motti Fascisti

Il fascismo è un’ideologia di estrema destra caratterizzata principalmente dal nazionalismo, dal totalitarismo, dal razzismo e da una visione gerarchica e piramidale del mondo.

Nato nel 1919, soprattutto negli anni della dittatura di Benito Mussolini si caratterizzò per una comunicazione basata su una lunga serie di motti e slogan fascisti.

Qui di seguito, quindi, i più celebri motti fascisti che hanno segnato un’epoca triste e buia del nostro Paese. Eccoli!

Motti fascisti

Argomenti:

Boia chi molla!

Italia agli italiani!

È meglio vivere un giorno da leone che cento anni da pecora.
(Ignazio Pisciotta)

Frasi giorno leone anni pecora Pisciotta

Dio. Patria. Famiglia.

O con noi, o contro di noi!

Molti nemici, molto onore.

Chi non è con noi è contro di noi.

Meglio morire in piedi, che vivere una vita in ginocchio.

Me ne frego!

Autorità, ordine e giustizia.

Necessario vincere, più necessario combattere.

Si lavora e si produce per il fascio e per il Duce.

Per noi fascisti morire non è morire quando si muore per l’Italia.

Vincere e vinceremo.

Obbedire in silenzio.

Noi tireremo diritto.

Le frontiere non si discutono, si difendono.

Il Duce ha sempre ragione.

Forte come la morte.

A noi!

Fino alla vittoria!

Tutto nello Stato, niente al di fuori dello Stato, nulla contro lo Stato.

Chi osa vince!

La parola d’ordine non può essere che questa: disciplina.

Quando il gioco si fa duro i duri cominciano a giocare.

Vincere o morte.

Le radici profonde non gelano mai.

Ringrazia ogni giorno devotamente Dio perché ti ha fatto italiano.

Credere, obbedire, combattere.

Chi si ferma è perduto.

Italia dura, Italia volitiva, Italia guerriera.

Meglio lottare insieme che morire da soli.

Diffida di tutto. Non fidarti di nessuno.

Non basta essere bravi bisogna essere i migliori.

Osare, durare, vincere.

Vincerà chi vorrà vincere.

Quando si è forti si è cari agli amici e si è temuti dai nemici.

Nessun fenomeno al mondo può impedire al sole di risorgere.

Fermarsi significa retrocedere.

Bisogna essere forti.

La Patria non si nega, ma si conquista.

Chi non è pronto a morire per la sua fede non è degno di professarla.

Tutte le frontiere sono sacre: non si discutono, si difendono.

Vivere pericolosamente.

Attraverso il fascismo apriamo il varco.

Se avanzo seguitemi, se indietreggio uccidetemi, se mi uccidono vendicatemi.

È solo l’azione che dà la tempra alle anime.

Il fascismo non vi promette né onori né cariche, ma il dovere e il combattimento.

Disciplina ed ordine formano la grandezza di un popolo.

Forze armate e popolo sono tutt’uno.

Unica è la fede: l’amore di Patria. Unica la volontà: fare grande il popolo italiano.

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