Frasi di Don Bosco: le 50 più belle e famose (con immagini)

Frasi di Don Bosco

Giovanni Melchiorre Bosco, conosciuto da tutti semplicemente come Don Bosco, è stato uno dei padri e maestri spirituali per tanti giovani del XIX e XX secolo.

Nella sua vita si dedicò particolarmente all’educazione dei bambini e dei ragazzi per i quali fondò le congregazioni dei Salesiani e delle Figlie di Maria Ausiliatrice. Il suo impegno fu riconosciuto nel 1934, quando Papa Pio XI lo dichiarò santo.

Qui di seguito una raccolta delle più belle e famose frasi di Don Bosco sui giovani, sulla famiglia, sull’educazione e molto altro che ne sottolineano l’amore e i principi educativi. Leggile subito!

Aforismi, citazioni e frasi di Don Bosco

Uno sguardo non amorevole sopra taluni produce maggior effetto che non farebbe uno schiaffo.

Dalla buona o cattiva educazione della gioventù dipende un buon o triste avvenire della società.

Il demonio ha paura della gente allegra.

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Se vuoi farti buono, pratica queste tre cose e tutto andrà bene: allegria, studio, preghiera. È questo il grande programma per vivere felice, e fare molto bene all’anima tua e agli altri.

Guai a chi lavora aspettando le lodi del mondo: il mondo è un cattivo pagatore e paga sempre con l’ingratitudine.

Basta che voi siate giovani perché io vi ami assai.

Con le opere di carità ci chiudiamo le porte dell’inferno e ci apriamo il paradiso.

Nessuna predica è più edificante del buon esempio.

Tutto passa: ciò che non è eterno è niente!

Non mandate a domani il bene che potete fare oggi, perché forse domani non avrete più tempo.

Amate ciò che amano i giovani, affinché essi amino ciò che amate voi.

Quando non si minaccia, ma si ragiona, quando non si ha paura ma ci si vuole bene, quando Dio è il padrone di casa, allora nasce la famiglia.

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Senza religione non vi è vera scienza, non vi è moralità, né educazione.

Fate conto che quanto io sono, sono tutto per voi. Non ho altra mira che procurare il vostro vantaggio morale, intellettuale e fisico. Io per voi studio, per voi lavoro, per voi vivo, e per voi sono disposto anche a dare la vita.

L’essere buono non consiste nel non commettere mancanza alcuna, ma nello avere volontà di emendarsi.

Se il cibo del corpo si deve prendere tutti i giorni, perché non il cibo dell’anima?

Questo mondo è come una scena di teatro: passa in un momento.

Quando vedo i giovani tutti occupati nel gioco son sicuro che il demonio ha un bel fare, ma non riesce a nulla.

Il migliore consiglio è di fare bene quanto possiamo e poi non aspettarci la ricompensa dal mondo ma da Dio solo.

Tutti dobbiamo portare la croce come Gesù, e la nostra croce sono le sofferenze che tutti incontriamo nella vita.

È una vera festa per Don Bosco il poter prendere cura delle anime dei suoi giovani.

Il percuotere in qualunque modo, il mettere in ginocchio con posizione dolorosa, il tirar le orecchie ed altri castighi simili si devono assolutamente evitare, perché sono proibiti dalle leggi civili, irritano grandemente i giovani ed avviliscono l’educatore.

Vicino o lontano io penso sempre a voi. Un solo è il mio desiderio, quello di vedervi felici nel tempo e nell’eternità.

Che i giovani non solo siano amati, ma che essi stessi conoscano di essere amati.

La prima felicità di un fanciullo è sapersi amato.

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Dalla buona o cattiva educazione della gioventù dipende un buon o triste avvenire della società.

Camminate coi piedi per terra e col cuore abitate in cielo.

Date molto ai poveri se volete divenir ricchi.

Il demonio ha paura della gente allegra.

Ricordatevi, che ogni cristiano è tenuto di mostrarsi propositivo verso il prossimo, e che nessuna predica è più vera del buon esempio.

Chi sa di essere amato e chi è amato ottiene tutto, specialmente dai giovani.

Dite ai giovani che li aspetto tutti in Paradiso.
(Frase pronunciata sul letto di morte)

Dalla buona o cattiva educazione della gioventù dipende un buon o triste avvenire della società.

In ognuno di questi ragazzi, anche il più disgraziato, v’è un punto accessibile al bene. Compito di un educatore è trovare quella corda sensibile e farla vibrare.

Fare il bene senza comparire. La violetta sta nascosta ma si conosce e si trova grazie al suo profumo.

I ragazzi, se non li occupiamo noi, si occuperanno da soli e certamente in idee e cose non buone.

Confessatevi come se la vostra confessione fosse l’ultima della vita.

Non mai annoiare né obbligare i giovanetti alla frequenza dei santi sacramenti, ma porgere loro la comodità di approfittarne.

Parla poco degli altri e meno di te.

Sarà sempre per voi una bella giornata quando vi riesce di vincere coi benefici un nemico e farvi un amico.

Tutti quelli i quali salvano un’anima, si assicurano la salvezza dell’anima propria.

Non vi insuperbite mai di ciò che sapete. Quanto più uno sa, e tanto più uno conosce d’essere ignorante.

La più bella passeggiata e il più bel gioco che mi piacerebbe si è di poter condurre diecimila giovani in paradiso.

Chi prega si occupa della cosa più importante di tutte.

Se non ti metti a praticar l’umiltà, tu perdi la più bella delle virtù.

Quando un giovanetto sa distinguere tra pane e pane, e palesa sufficiente istruzione, non si badi più all’età e venga il Sovrano Celeste a regnare in quell’anima benedetta.

Agli altri perdona tutto, a te nulla.

I maestri che nulla perdonano agli allievi, sogliono poi perdonare tutto a se stessi.

La carità, la castità, l’umiltà sono tre regine che vanno sempre insieme una non può stare senza le altre.

La carità non conosce diversità di razze, né distanza di luoghi.

Preoccupati di farti amare, piuttosto che farti temere.

Si tenga lontano come la peste l’opinione di taluno che vorrebbe differire la prima comunione a un’età troppo inoltrata, quando per lo più il demonio ha preso possesso del cuore di un giovanetto a danno incalcolabile della sua innocenza.

È cosa sperimentata che i più validi sostegni dei giovani sono il sacramento della confessione e della comunione.

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