Le 25 più belle frasi di Don Bosco sui Giovani e per i Giovani

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Le 25 più belle frasi di Don Bosco sui Giovani e per i Giovani

Giovanni Melchiorre Bosco, conosciuto da tutti semplicemente come Don Bosco, è stato uno dei padri e maestri spirituali per tanti giovani del XIX e XX secolo.

Nella sua vita si dedicò particolarmente all’educazione dei bambini e dei ragazzi per i quali fondò le congregazioni dei Salesiani e delle Figlie di Maria Ausiliatrice. Il suo impegno fu riconosciuto nel 1934, quando Papa Pio XI lo dichiarò santo.

Qui di seguito una raccolta delle più belle e famose frasi di Don Bosco sui giovani e per i giovani che ne sottolineano l’amore e i principi educativi. Leggile subito!

Aforismi, citazioni e frasi di Don Bosco sui giovani e per i giovani

Basta che voi siate giovani perché io vi ami assai.

Dalla buona o cattiva educazione della gioventù dipende un buon o triste avvenire della società.

Amate ciò che amano i giovani, affinché essi amino ciò che amate voi.

Senza religione non vi è vera scienza, non vi è moralità, né educazione.

Fate conto che quanto io sono, sono tutto per voi. Non ho altra mira che procurare il vostro vantaggio morale, intellettuale e fisico. Io per voi studio, per voi lavoro, per voi vivo, e per voi sono disposto anche a dare la vita.

Quando vedo i giovani tutti occupati nel gioco son sicuro che il demonio ha un bel fare, ma non riesce a nulla.

Il migliore consiglio è di fare bene quanto possiamo e poi non aspettarci la ricompensa dal mondo ma da Dio solo.

È una vera festa per Don Bosco il poter prendere cura delle anime dei suoi giovani.

Il percuotere in qualunque modo, il mettere in ginocchio con posizione dolorosa, il tirar le orecchie ed altri castighi simili si devono assolutamente evitare, perché sono proibiti dalle leggi civili, irritano grandemente i giovani ed avviliscono l’educatore.

Che i giovani non solo siano amati, ma che essi stessi conoscano di essere amati.

Date molto ai poveri se volete divenir ricchi.

Il demonio ha paura della gente allegra.

Chi sa di essere amato e chi è amato ottiene tutto, specialmente dai giovani.

Dite ai giovani che li aspetto tutti in Paradiso.
(Frase pronunciata sul letto di morte)

La prima felicità di un fanciullo è sapersi amato.

Dalla buona o cattiva educazione della gioventù dipende un buon o triste avvenire della società.

In ognuno di questi ragazzi, anche il più disgraziato, v’è un punto accessibile al bene. Compito di un educatore è trovare quella corda sensibile e farla vibrare.

I ragazzi, se non li occupiamo noi, si occuperanno da soli e certamente in idee e cose non buone.

Confessatevi come se la vostra confessione fosse l’ultima della vita.

Non mai annoiare né obbligare i giovanetti alla frequenza dei santi sacramenti, ma porgere loro la comodità di approfittarne.

Parla poco degli altri e meno di te.

La più bella passeggiata e il più bel gioco che mi piacerebbe si è di poter condurre diecimila giovani in paradiso.

Se non ti metti a praticar l’umiltà, tu perdi la più bella delle virtù.

Quando un giovanetto sa distinguere tra pane e pane, e palesa sufficiente istruzione, non si badi più all’età e venga il Sovrano Celeste a regnare in quell’anima benedetta.

Agli altri perdona tutto, a te nulla.

La carità non conosce diversità di razze, né distanza di luoghi.

Preoccupati di farti amare, piuttosto che farti temere.

Si tenga lontano come la peste l’opinione di taluno che vorrebbe differire la prima comunione a un’età troppo inoltrata, quando per lo più il demonio ha preso possesso del cuore di un giovanetto a danno incalcolabile della sua innocenza.

È cosa sperimentata che i più validi sostegni dei giovani sono il sacramento della confessione e della comunione.

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