Frasi di Eduardo De Filippo: le 25 più belle e famose (con immagini)

Frasi di Eduardo De Filippo

Eduardo De Filippo è stato uno dei più importanti autori di teatro italiani del XX secolo, nonché attore, poeta, sceneggiatore e regista.

Simbolo di Napoli, fu nominato per i suoi meriti artistici senatore a vita dal Presidente della repubblica Sandro Pertini e candidato al Premio Nobel per la letteratura.

Qui di seguito, quindi, la nostra selezione delle più belle frasi di Eduardo De Filippo sulla vita, l’amore, l’amicizia e tanto altro. Eccole!

Aforismi, citazioni e frasi di Eduardo De Filippo

Non chiamatemi senatore, ci ho messo una vita a diventare Eduardo.

Ogni minuto muore un imbecille e ne nascono due.

Frasi imbecille De Filippo

Teatro significa vivere sul serio quello che gli altri, nella vita, recitano male.

L’uomo non è cattivo, ha solo paura di essere buono.

‘E figlie so’ ffiglie.
I figli sono figli!

È facile scrivere una commedia “impegnata”; è assai più difficile “impegnare” il pubblico ad ascoltarla.

‘A vita è tosta e nisciuno ti aiuta, o meglio ce sta chi t’aiuta ma una vota sola, pe’ puté di’: “t’aggio aiutato”.
La vita è dura e nessuno ti aiuta, o meglio c’è chi ti aiuta ma una volta sola, per poterti dire: “ti ho aiutato”.

Frasi vita tosta De Filippo

Chi ruba lavoro è come se rubasse danaro.

Se volete fare qualcosa di buono, fuitevenne ‘a Napoli.
Se volete fare qualcosa di buono, fuggite da Napoli.

Per fare buon teatro bisogna rendere la vita difficile all’attore.

I fantasmi non esistono. I fantasmi siamo noi, ridotti così dalla società che ci vuole ambigui, ci vuole lacerati, insieme bugiardi e sinceri, generosi e vili.

C’è un’altra cosa che non dice bugie: ‘a morte.

Sono religioso a modo mio. Io so che mi trovo qui per una ragione, e questo è già sufficiente. Se non mi è stato spiegato perché sono venuto, vuol dire che non lo devo sapere.

Essere superstiziosi è da ignoranti, ma non esserlo porta male.

Frasi superstiziosi ignoranti De Filippo

Il teatro porta alla vita e la vita porta al teatro. Non si possono scindere le due cose.

Si ‘a guerra se perde l’ha perduta ‘o popolo; e si se vence, l’hanno vinciuta ‘e prufessure.
Se si perde la guerra l’ha persa il popolo, se si vince, l’hanno vinta i professori.

È proibito dare consigli quando la gente non li chiede.

“La legge non ammette ignoranza”. E non è giusto. Perché, secondo me, allora, la legge non ammette tre quarti di popolazione.

Io mi riallaccio a quello che ha detto un mio collega francese: “Il teatro si fa, non si discute”. E così ho fatto.

‘E denare teneno ‘e piede, ‘e denare teneno ‘e rote.
Il denaro ha i piedi, il denaro ha le ruote.

Con la tecnica non si fa il teatro. Si fa il teatro se si ha fantasia.

Quand’ero piccolo amavo i vecchi, poi a un’età giovanile, non so, frequentavo i vecchi e non i giovani. Perché dai vecchi io apprendevo la saggezza, apprendevo e stavo a sentire quello che mi dicevano. E in quell’epoca i vecchi erano più altruisti. Mi ricordo un particolare: non vedevo l’ora di diventare vecchio.

Voglio dire che tutto ha inizio, sempre da uno stimolo emotivo: reazione a una ingiustizia, sdegno per l’ipocrisia mia ed altrui, solidarietà e simpatia umana per una persona o un gruppo di persone, ribellione contro leggi superate e anacronistiche con il mondo di oggi.

È stata tutta una vita di sacrifici e di gelo! Così si fa il teatro. Così ho fatto! Ma il cuore ha tremato sempre tutte le sere! E l’ho pagato, anche stasera mi batte il cuore e continuerà a battere anche quando si sarà fermato.

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