Frasi di Epicuro: le 50 più belle e famose (con immagini)

Frasi di Epicuro

Vissuto nel III secolo a.C, Epicuro è stato uno dei più famosi filosofi dell’Antica Grecia e fondatore di una sua scuola di pensiero chiamata appunto “epicureismo”.

La sua filosofia e le sue posizioni sulla religione lo hanno reso particolarmente in voga durante l’Umanesimo, il Rinascimento e l’Illuminismo.

Ecco quindi le più belle e famose frasi di Epicuro sulla felicità, l’amore, la morte e tanto altro. Scoprile subito!

Aforismi, citazioni e frasi di Epicuro

Non si deve invidiare nessuno: i buoni non meritano invidia, ed in quanto ai cattivi, più trovano buona sorte più si rovinano.

Non è irreligioso chi rifiuta la religione popolare, ma colui che i giudizi del popolo attribuisce alla divinità.

Chi non si accontenta di poco, non si accontenta di niente.

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La morte, il più atroce dunque di tutti i mali, non esiste per noi. Quando noi viviamo la morte non c’è, quando c’è lei non ci siamo noi.

Anima piccola nella buona sorte si esalta, nell’avversa si annulla.

Non rovinare quello che hai desiderando ciò che non hai. Ricorda che ciò che ora hai un tempo era tra le cose che speravi di avere.

Non abbiamo tanto bisogno dell’aiuto degli amici, quanto della certezza del loro aiuto.

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Timore di vita frugale induce molti a vita piena di timore.

Dio vuole impedire il male, ma non può? Dio non risulterebbe onnipotente, e ciò non è possibile. Dio può evitare il male, ma non vuole? Dio risulterebbe cattivo, e ciò non è possibile. Dio non può e non vuole evitare il male? Dio risulterebbe cattivo e impotente, e ciò non è possibile.

Per essere felici è necessario vivere nel piacere, ma questa condizione va vissuta con prudenza.

È preferibile che un bel progetto non vada in porto piuttosto che abbia successo un progetto dissennato.

Vuoi essere ricco? Non preoccuparti di aumentare la tua ricchezza, ma di diminuire la tua avidità.

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È una cosa stolta supplicare gli dèi per ottenere ciò che uno è in condizione di procurarsi da se stesso.

Nessun piacere è di per sé un male, ma i mezzi per procurarsi certi piaceri arrecano tormenti maggiori dei piaceri stessi.

Quel che è sopra di noi, nulla ha che fare con noi.

Non si dà vita felice senza che sia intelligente, bella e giusta, né vita intelligente, bella e giusta priva di felicità, perché le virtù sono connaturate alla felicità e da questa inseparabili.

Non fingere di essere saggio, ma sii saggio davvero: non abbiamo bisogno di apparire sani, ma di esserlo veramente.

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Il giusto fondato sulla natura è l’espressione dell’utilità che consiste nel non recare ne ricevere reciprocamente danno.

Meglio essere senza fortuna ma saggi, che fortunati ma stolti.

Non gioverebbe a niente il procurarsi sicurezza nei riguardi degli altri uomini finché si continuasse a nutrire timore riguardo a ciò che sta sopra di noi, o sottoterra, o in generale nell’infinito.

Fatica da bestia fa crescere il mucchio, ma rende triste la vita.

Non è da stimare né chi s’abbandona con facilità all’amicizia né chi vi esita. È necessario correre rischi per amore dell’amicizia.

Mai si è troppo giovani o troppo vecchi per la conoscenza della felicità. A qualsiasi età è bello occuparsi del benessere dell’animo nostro.

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Nasciamo una sola volta, due non è concesso; tu, che non sei padrone del tuo domani, rinvii l’occasione di oggi; così la vita se ne va nell’attesa, e ciascuno di noi giunge alla morte senza pace.

Al saggio non dispiace vivere e non teme di non vivere. La vita per lui non è un male, né è un male il non vivere. Ma come dei cibi sceglie i migliori, non la quantità, così si gode non il tempo più lungo ma il più dolce.

È non solo più bello ma anche più piacevole fare il bene anziché riceverlo.

Non fare niente nella vita che ti farà temere che il tuo vicino se ne accorga.

Cacciamo completamente da noi le nostre cattive abitudini, come se fossero uomini malvagi che ci abbiano per lungo tempo recato danni.

Il maggior frutto dell’autosufficienza è la libertà.

Non bisogna rovinare il bene presente col desiderio di ciò che non si ha, ma occorre riflettere che anche ciò che si ha lo si è desiderato.

I mali se affliggono duramente affliggono per poco, altrimenti se lo fanno a lungo vuol dire che si possono sopportare.

Di tutte le cose che la saggezza procura per ottenere un’esistenza felice, la più grande è l’amicizia.

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Poca importanza ha la sorte per il saggio, perché le cose più grandi e importanti sono governate dalla ragione, e cosi continuano e continueranno ad essere per tutto il corso del tempo.

Se la vista, la conversazione e lo stare insieme vengono tolti, la passione d’amore s’estingue.

L’esatta coscienza che la morte non significa nulla per noi rende godibile la mortalità della vita, senza l’inganno del tempo infinito che è indotto dal desiderio dell’immortalità.

Niente basta a quell’uomo per il quale ciò che basta sembra poco.

Non la natura che è unica per tutti, distingue i nobili dagli ignobili, ma le azioni di ciascuno e la sua forma di vita.

Dobbiamo trovare qualcuno con cui mangiare e bere prima di cercare qualcosa da mangiare e da bere, perché mangiare da solo significa fare la vita di un leone o di un lupo.

Ogni uomo si parte dalla vita come se ci fosse appena entrato.

L’uomo d’animo sincero vive soprattutto nella saggezza e nell’amicizia, l’una bene mortale, l’altra bene immortale.

Ogni dolore è facilmente disprezzabile, perché la sofferenza intensa è di breve durata, e la sofferenza più lunga ha una intensità minima.

Come noi stimiamo le nostre opinioni, considerandole utili, nel caso che siano ammirate dagli altri ed anche quando non lo sono, nello stesso modo dobbiamo stimare le opinioni altrui, purché ne siano degne.

Alcuni, durante la loro vita, s’accumulano di che vivere, senza riflettere che a tutti noi la bevanda della nascita fu versata mortale.

Nessuno sceglie un male capendo che è un male, ma ne resta intrappolato se, per sbaglio, lo considera un bene rispetto a un male maggiore.

Non è possibile vivere felicemente senza anche vivere saggiamente, bene e giustamente, né saggiamente e bene e giustamente senza anche vivere felicemente. A chi manchi ciò da cui deriva la possibilità di vivere saggiamente, bene, giustamente, manca anche la possibilità di una vita felice.

Di fronte ad ogni desiderio bisogna chiedersi: che cosa accadrà se il mio desiderio sarà esaudito, e che cosa accadrà se non lo sarà?

Chi conosce i limiti della vita, sa che è facile rimuovere il dolore che proviene dal bisogno e ottenere ciò che rende la vita perfetta; sì che non ha affatto bisogno di tendere a cose che comportino lotta.

Tutti quei desideri che, se non esauditi, non arrecano vera sofferenza non sono necessari: il loro stimolo è tale da potersi annientare facilmente quando appaiano indirizzati a cose difficili a ottenersi, o siano tali da recare danno.

Chi sostiene che non è ancora giunto il momento di dedicarsi alla conoscenza di essa, o che ormai è troppo tardi, è come se andasse dicendo che non è ancora il momento di essere felice, o che ormai è passata l’età. Ecco che da giovani come da vecchi è giusto che noi ci dedichiamo a conoscere la felicità. Per sentirci sempre giovani quando saremo avanti con gli anni in virtù del grato ricordo della felicità avuta in passato, e da giovani, irrobustiti in essa, per prepararci a non temere l’avvenire.

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