Poesie sull’Amicizia: le 12 più belle ed emozionanti

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Poesie sull’Amicizia: le 12 più belle ed emozionanti

Nella vita è praticamente indispensabile avere degli amici, ovvero qualcuno di cui ci possiamo fidare, con cui sostenerci a vicenda e passare insieme tanti bei momenti.

La vera amicizia è molto rara, per cui se abbiamo la fortuna di avere un amico sincero dobbiamo cercare di tenercelo stresso e dimostrargli il nostro affetto quando serve.

Qui di seguito una raccolta delle più belle poesie sull’amicizia che ci faranno capire l’importanza di avere degli amici, ma anche di esserlo. Eccole!

Poesie sull’amicizia

  • Sonetto 104
    (William Shakespeare)
    Per me, amico mio, non sarai mai vecchio,
    qual eri la prima volta che incontrai il tuo sguardo,
    tal oggi appare la tua bellezza; tre gelidi inverni
    hanno scosso dagli alberi l’orgoglio di tre estati,
    tre leggiadre primavere avvizzite in gialli autunni
    ho visto nel susseguir delle stagioni,
    tre fragranti Aprili arsero nel fuoco di tre Giugni
    da quando ti vidi in fiore, giovane come ora.
    Ma la bellezza è come l’ombra sulla meridiana
    che furtiva avanza senza mostrarne il passo;
    così la tua freschezza, che a me par sempre ferma,
    ha un movimento che l’occhio mio non percepisce:
    se temi questo, sappi, posterità in ascolto:
    pria del tuo avvento già era morta l’estate di bellezza.
  • Amore e amicizia
    (Emily Brontë)
    Amore è come una rosa canina,
    Amicizia è un agrifoglio –
    È bruno l’agrifoglio quando la rosa è in boccio
    ma chi dei due verdeggerà più a lungo?

    La rosa selvaggia è dolce in primavera,
    i suoi fiori profumano l’estate,
    ma aspetta che l’inverno ricompaia
    e chi loderà la bellezza del rovo?

    Sdegna la fatua corona di rose
    e véstiti di lucido agrifoglio,
    perché Dicembre che sfiora la tua fronte
    ti lasci ancora una verde ghirlanda.

  • Coltivo la rosa bianca
    (José Martí)
    Coltivo una rosa bianca,
    in luglio come in gennaio,
    per l’amico sincero
    che mi porge la sua mano franca.
    E per il crudele che mi strappa
    il cuore con cui vivo,
    né il cardo né ortica coltivo:
    coltivo la rosa bianca.
  • Un Amico
    (Kalhil Gibran)
    Cos’è per te un amico,
    Perché tu debba cercarlo
    Per ammazzare il tempo?
    Cercalo sempre per vivere il tempo.
    Deve colmare infatti le tue necessità,
    non il tuo vuoto.
    E nella dolcezza dell’amicizia
    Ci siano risate,
    E condivisione di momenti gioiosi.
    Poiché nella rugiada
    delle piccole cose
    Il cuore trova il suo mattino
    E si rinfresca
  • Vederla è un dipinto
    (Emily Dickinson)
    Vederla è un dipinto
    sentirla è una musica
    conoscerla un’intemperanza
    innocente come giugno
    non conoscerla una tristezza
    averla come amica un calore
    vicino come se il sole
    ti brillasse nella mano.
  • L’amico che dorme
    (Cesare Pavese)
    Che diremo stanotte all’amico che dorme?
    La parola più tenue ci sale alle labbra
    dalla pena più atroce. Guarderemo l’amico,
    le sue inutili labbra che non dicono nulla,
    parleremo sommesso.
    La notte avrà il volto
    dell’antico dolore che riemerge ogni sera
    impassibile e vivo. Il remoto silenzio
    soffrirà come un’anima, muto, nel buio.
    Parleremo alla notte che fiata sommessa.
    Udiremo gli istanti stillare nel buio
    al di là delle cose, nell’ansia dell’alba,
    che verrà d’improvviso incidendo le cose
    contro il morto silenzio. L’inutile luce
    svelerà il volto assorto del giorno. Gli istanti
    taceranno. E le cose parleranno sommesso.
  • Da me cenerai bene
    (Gaio Valerio Catullo)
    Se dio vorrà, uno di questi giorni,
    mio Fabullo, da me cenerai bene:
    ma con te porta una cena abbondante
    e squisita, una ragazza in fiore,
    vino, sale e tutta la tua allegria.
    Solo così, ripeto, amico mio,
    cenerai bene, perché il tuo Catullo
    ha la borsa piena di ragnatele.
    In cambio avrai un affetto sincero
    e tutto ciò che è bello e raffinato:
    ti darò un profumo che la mia donna
    ha avuto in dono da Venere e Amore.
    Quando l’odorerai, prega gli dei,
    Fabullo mio, di farti tutto naso.
  • E Il Meglio di Voi…
    (Kahlil Gibran)
    E il meglio di voi sia per l’amico vostro.
    Se lui dovrà conoscere il riflusso della vostra marea,
    fate che ne conosca anche la piena.
    Quale amico è il vostro, per cercarlo nelle ore di morte?
    Cercatelo sempre nelle ore di vita.
    Poiché lui può colmare ogni vostro bisogno, ma non il vostro vuoto.
    E condividete i piaceri sorridendo nella dolcezza dell’amicizia.
    Poiché nella rugiada delle piccole cose
    il cuore ritrova il suo mattino e si ristora.
  • Non nascondere il segreto del tuo cuore
    (Rabrindranath Tagore)
    Non nascondere
    il segreto del tuo cuore,
    amico mio!
    Dillo a me, solo a me,
    in confidenza.
    Tu che sorridi così gentilmente,
    dimmelo piano,
    il mio cuore lo ascolterà,
    non le mie orecchie.
    La notte è profonda,
    la casa silenziosa,
    i nidi degli uccelli
    tacciono nel sonno.
    Rivelami tra le lacrime esitanti,
    tra sorrisi tremanti,
    tra dolore e dolce vergogna,
    il segreto del tuo cuore.
  • Tempo per parlare
    (Robert Frost)
    Quando un amico mi chiama dalla strada
    E rallenta il suo cavallo al passo,
    Non mi fermo e guardo attorno
    Verso tutte le colline che ancora non ho arato,
    A urlare da dove sono, Che c’è?
    No, non se c’è del tempo per parlare.
    Getto la mia zappa nella terra smossa,
    La parte della lama verso l’alto e lunga cinque piedi,
    E mi trascino: vado fino al muro di pietra
    Per una visita amichevole.
  • Se io potrò impedire a un cuore di spezzarsi
    (Emily Dickinson)
    Se io potrò impedire
    ad un cuore di spezzarsi
    non avrò vissuto invano.
    Se allevierò il dolore di una vita
    o allevierò una pena
    o aiuterò un pettirosso caduto
    a rientrare nel nido
    non avrò vissuto invano!
    L’oggi è lontano dall’infanzia
    ma su e giù per le colline
    tengo più stretta la sua mano
    che accorcia tutte le distanze!
    I piedi di chi cammina verso casa
    vanno con sandali più leggeri!
  • L’amicizia
    (Kahlil Gibran)
    E un giovinetto disse: Parlaci dell’Amicizia.
    Ed egli rispose, dicendo:

    Il vostro amico è il vostro bisogno saziato.
    È il campo che seminate con più amore e che mietete con riconoscenza.
    È la vostra mensa e il vostro focolare.
    Poiché, affamati, vi rifugite in lui e lo ricercate per la vostra pace.
    Quando il vostro amico vi confida il suo pensiero, non negategli la vostra approvazione, né abbiate paura di contraddirlo.
    E quando egli tace, il vostro cuore non smetta di ascoltare il suo cuore: poiché nell’amicizia ogni pensiero, ogni desiderio, ogni attesa nasce in silenzio, e viene condiviso con inesprimibile gioia.
    Se vi separate dall’amico non rattristatevi: poiché ciò che maggiormente amate in lui può meglio risplendere nell’assenza, così come una vetta appare allo scalatore più chiara dalla pianura.
    E non vi sia nell’amicizia altro scopo che l’approfondimento dello spirito.
    Poiché l’amore che non cerca in tutti i modi lo schiudersi del proprio mistero non è amore, ma una rete lanciata a caso, che afferra solo ciò che è vano.
    E il meglio di voi sia per il vostro amico.
    Se lui dovrà conoscere il riflusso della vostra marea, fate che ne conosca anche la piena.
    Quale amico è il vostro, pe cercarlo solo nelle ore di morte?
    Cercatelo sempre nelle ore di vita.
    Poiché lui può colmare ogni vostro bisogno, ma non il vostro vuoto.
    E nella dolcezza dell’amicizia fate che vi siano il riso e la condivisione dei piaceri.
    Poiché nella rugiada delle piccole cose il cuore ritrova il suo mattino e si ristora.

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