Le 45 più belle frasi in latino sulla morte (con traduzione)

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Le 45 più belle frasi in latino sulla morte (con traduzione)

La morte ha rappresentato da sempre un grande mistero per l’essere umano. Già i nostri primi antenati si interrogavano molto sul suo significato, cercando di trovare un senso mistico collegato al “dopo”. Cosa c’è dopo la morte? Perché si muore?

Molte delle nostre domande restano ancora oggi senza risposta, ma quello che conta però è che paradossalmente la morte serve a ricordarci il valore della nostra vita e che dovremo cercare di godercene ogni istante senza pensare troppo a tutto ciò che è materiale.

Ecco quindi una raccolta con le più belle frasi in latino sulla morte tradotte in italiano per riflettere sulla nostra esistenza e sul suo significato più profondo. Scoprile subito!

Proverbi, citazioni e frasi in latino sulla morte (con traduzione)

  • Crudelius est quam mori semper mortem timere.
    Temere la morte è morire a poco a poco.
  • Finis miseriae mors est.
    La morte è la cessazione di ogni affanno.
  • Quem di diligunt, adulescens moritur.
    Muor giovane colui che è caro al cielo.
  • Grandia cum minimis mors ferit ense pari.
    La morte uccide allo stesso modo ricchi e poveri.
  • Improba vita mors optabilior.
    La morte è preferibile a una vita vergognosa.
  • Vita mortuorum in memoria est posita vivorum.
    La vita dei morti sta nella memoria dei vivi.
    (Marco Tullio Cicerone)
  • Leoni mortuo lepores insultant.
    Anche le lepri insultano il leone morto.
  • Malo mori quam foedari.
    Preferisco la morte al disonore.
  • Nullus homo lacrimis unquam revocatur ab umbris.
    Nusson torna dall’aldilà nonostante le lacrime.
  • Melior est canis vivus leone mortuo.
    È preferibile essere un cane vivo che un leone morto.
  • Me mortuo terra misceatur incendio.
    Morto io il mondo può anche bruciare.
  • Post mortem nihil est.
    Dopo la morte non esiste nulla.
    (Lucio Anneo Seneca)
  • Honesta mors turpi vita potior.
    Meglio morire onestamente che vivere turpemente.
  • Omnia si perdas, famam servare memento.
    È meglio morire con onore che vivere con vergogna.
  • Praemium vitae mori pro patria.
    Morire per la patria è un premio alla vita.
  • Quem fata pendere volunt, non mergitur undis.
    Muori solo quando è la tua ora.
  • Satis est beatus, qui potest cum vult mori.
    È da ritenere piuttosto fortunato chi può permettersi di morire quando vuole.
    (Publilio Siro)
  • Mors tua vita mea.
    Morte tua, vita mia.
  • Monere senem est mederi mortuo.
    Ammonire un vecchio equivale a medicare un morto.
  • Morienti cuncta supersunt.
    A chi muore tutto sopravvive.
  • Mors non una venit, sed quae rapit ultima mors est.
    La morte non viene una volta sola, ma quello che porta via è il momento estremo della morte.
    (Lucio Anneo Seneca)
  • Mors in iuvenibus in insidiis, senibus in ianuis est.
    La morte nei giovani è nelle disgrazie ma per i vecchi è sulle porte di casa.
  • Mors non accipit excusationes.
    La morte non ammette scuse.
  • Morte nihil certius est, nihil vero incertius quam eius hora.
    Nulla è più certo della morte anche se nulla è più incerto della sua ora.
  • Mortui non mordent.
    Uomo morto non fa più guerra.
  • Longa valetudo, certissima mors.
    Lunga malattia è morte certa.
  • Mortuo verba facere.
    Parlare al morto.
  • Bona mors est homini, vitae quae extinguit mala.
    La morte è un bene per l’uomo perché pone fine ai mali della vita.
    (Publilio Siro)
  • Mulieri, ne mortuae quidem, credendum est.
    Non si deve credere ad una donna neppure da morta.
  • Multitudo canum, mors leporis.
    I troppi cani sono la morte della lepre.
  • Nascentes morimur, finisque ab origine pendet.
    Iniziamo a morire nascendo e la morte ci minaccia dal giorno della nascita.
  • Nemo ante mortem beatus.
    Nessuno può dirsi felice finché vive.
  • Ubi omnis vita metus est, mors est optima.
    Quando la vita è una continua paura la cosa migliore è morire.
    (Publilio Siro)
  • Nobilis, ut vitet probrum, dat pectora ferro.
    L’uomo nobile per evitare la vergogna si da la morte con la spada.
  • Mors omni aetati communis est.
    La morte è comune ad ogni età.
  • Post mortem nihil est, ipsaque mors nihil: velocis spatii meta novissima.
    Dopo la morte non esiste nulla, la morte stessa è il niente: l’ultima meta di una corsa rapida.
    (Lucio Anneo Seneca)
  • Mors optima rapit, deteriora relinquit.
    Sono sempre i migliori che se ne vanno.
  • Mors servat legem: tollit cum paupere regem.
    La morte non fa preferenze: leva da questo mondo sia il povero che il re.
  • Vivere tota vita discendum est et, quod magis fortasse miraberis, tota vita discendum est mori.
    Ci vuole tutta la vita per imparare a vivere e, quel che forse sembrerà più strano, ci vuole tutta la vita per imparare a morire.
    (Lucio Anneo Seneca)
  • Omnia mors aequat.
    La morte rende tutti uguali.
  • Pulchrior est miles in proelio casus, quam in fuga salvus.
    Vale più un soldato morto in battaglia che salvo per essere fuggito.
  • Mors infanti felix, iuveni acerba, sera nimis seni.
    La morte è felice per il bambino, crudele per il giovane e pittosto in ritardo per il vecchio.
    (Publilio Siro)
  • Lentissime coniuges flentur, saepe vero laetissime.
    Doglia di moglie morta dura fino alla porta.
  • Senilis iuventa praematurae mortis signum.
    Sentirsi già vecchi da giovani è indice di morte precoce.
  • Stultitia est morte alterius sperare salutem.
    È unba follia sperare nella morte altrui.
  • Mala mors necessitatis contumelia est.
    Una morte violenta è un’offesa del destino.
    (Publilio Siro)

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