Filastrocche sull’Estate: le 15 più belle e in rima per bambini

Filastrocche sull'Estate

L’estate è una stagione molto amata dai bambini anche solo perché per molti significa vacanze, mare, belle giornate e niente scuola.

Tanti sono i motivi per festeggiarne l’arrivo con delle belle filastrocche pensate proprio per la scuola primaria e per l’infanzia.

Qui di seguito le più belle filastrocche sull’estate da insegnare ai bambini per passare un po’ di tempo in allegria. Eccole!

Filastrocche sull’estate

Calda estate tutta d’oro
Calda estate tutta d’oro,
che cos’hai nel tuo tesoro?
Pesche, fragole, susine,
spighe e spighe senza fine;
prati verdi e biondi fieni,
lampi, tuoni e arcobaleni;
giorni lunghi, notti belle
con le lucciole e le stelle.

Filastrocca vola e va
(Gianni Rodari)
Filastrocca vola e va
dal bambino rimasto in città.
Chi va al mare ha vita serena
e fa i castelli con la rena,
chi va ai monti fa le scalate
e prende la doccia alle cascate…
E chi quattrini non ne ha?
Solo, solo resta in città:
si sdrai al sole sul marciapide,
se non c’è un vigile che lo vede,
e i suoi battelli sottomarini
fanno vela nei tombini.
Quando divento Presidente
faccio un decreto a tutta la gente;
“Ordinanza numero uno:
in città non resta nessuno;
ordinanza che viene poi,
tutti al mare, paghiamo noi,
inoltre le Alpi e gli Appennini
sono donati a tutti i bambini.
Chi non rispetta il decretato
va in prigione difilato”.

Filastrocca dell’estate
Ecco qui la filastrocca
da cantarsi tutti in coro
quando luccica la falce
nel pianoro
e l’acciaio taglia l’oro.
Filastrocca,filastrocca,
reca tu la fresca brocca
che disseti il mietitore
e rinsaldi il suo fervore!
Oh che dolce e buon sapore,
anche l’acqua
per chi opera e raccoglie
in mannelli,
in fastelli,
de la terra il dolce dono!

Vacanza
(Lina Schwarz)
La scuola è vuota, i bimbi andati via,
i finestroni chiusi, i banchi all’aria.
In un canto una scopa solitaria
riposa, dopo fatto pulizia.
Solo un sommesso pigolìo d’uccello
rompe il silenzio dei deserti androni;
e nel cortile, liberi e padroni,
fanno vacanza i gatti del bidello.

Estate
(Salvatore Quasimodo)
Cicale, sorelle, nel sole
con voi mi nascondo
nel folto dei pioppi
e aspetto le stelle.

Io sono Giugno
Io sono Giugno che mieto il grano,
io mieto al monte, alla valle e nel piano:
e con fatica e con sudore
da poverello mi faccio signore.
Io porto lucciole, mosche e cicale
e a San Giovanni la notte che sale,
San Barnaba e San Vito vien dietro
e ai ventinove San Paolo e San Pietro.

Io sono Luglio
Io sono Luglio che aspetta il villano,
che vuol trebbiare e rimettere il grano:
porto col sole il vaglio e il forcone,
e per spulare, il vento Aquilone.
E porto il caldo del Solleone,
la zucca al porco, al ghiotto il melone
e il grande fuoco che Cirillo mena
spengon Sant’Anna e la Maddalena.

Io sono agosto
Io sono agosto e sono il più galante,
asciugo i fossi e taglio le piante:
se non avessi già il campo vangato
sarei da tutti poltrone chiamato.
Porto le more e le notti belle,
a San Lorenzo il pianto di stelle
e per l’Assunta piccioni arrosto,
perdo la rondine il dì di San Rocco.

Che fa il sole
(Arpalice Cuman Pertile)
“Dimmi, bel sole”
chiede il bambino
“che fai levandoti
presto al mattino?”.
Risponde il sole:
“Spengo le stelle,
che della notte
sono le fiammelle.
Fasci di rose
spargo sul mare,
tutta la terra
vado a destare.
Bacio coi raggi
fiori e uccellini,
batto ai balconi,
sveglio i bambini.
Essi vorrebbero
sempre dormire:
furbetti, fingono
di non sentire.
E poi mi pregano:
“Lasciamo qui!”.
Ma i galli cantano:
“Chicchirichì!”.

Farfalle e fiori
(Lina Schwarz)
Son le farfalle fiori svolazzanti,
e i fiori farfallette imprigionate.
Gli uni e le altre, al finir dell’estate,
racchiudono nei semi i loro incanti.
E dove mai gli restano i bei colori?
Dentro gli occhi degli uomini e nei cuori.

Il Paese delle Vacanze
(Gianni Rodari)
Il Paese delle Vacanze
non sta lontano per niente:
se guardate sul calendario
lo trovate facilmente.
Occupa, tra Giugno e Settembre,
la stagione più bella.
Ci si arriva dopo gli esami.
Passaporto, la pagella.
Ogni giorno, qui, è domenica,
però si lavora assai:
tra giochi, tuffi e passeggiate
non si riposa mai.

Vieni giugno
Vieni giugno tutto d’oro!
Che cos’hai nel tuo tesoro?
Pesche, fragole, susine,
spighe spighe senza fine;
prati verdi, biondi fieni,
lampi, tuoni, arcobaleni;
giorni lunghi, notti belle,
con le lucciole e le stelle.

Estate
Fiore d’Estate,
con il sorriso
dei tuoi bei colori
rallegri dei bambini
tutti i cuori.
Onda del mare
che lentamente
la barchetta culli,
ridi con mille spruzzi
tra i fanciulli.
Cima del monte,
dalla sorgente
l’acqua limpida ruscella;
e la montagna
è tutta verde e bella.

La conchiglia marina
(Salvatore Quasimodo)
O conchiglia marina, figlia
della pietra e del mare biancheggiante,
tu meravigli la mente dei fanciulli.

Che cattivo gusto
Che cattivo gusto
sotto il sol d’Agosto
far tanto trambusto
per aver un posto.
Chi arriva e non riparte
di viaggiare ignora l’arte.

Filastrocca del mese di giugno
(Gianni Rodari)
Filastrocca del mese di giugno,
il contadino ha la falce in pugno:
mentre falcia l’erba e il grano
un temporale spia lontano.
Gli scolaretti sui banchi di scuola
hanno perso la parola:
apre il maestro le pagelle
e scrive i voti nelle caselle…
“Signor maestro, per cortesia,
non scriva quel quattro sulla mia:
Quel cinque, poi, non ce lo metta
sennò ci perdo la bicicletta:
se non mi boccia, glielo prometto,
le lascio fare qualche giretto”.

Estate
Tra messi color d’oro
e frutta vellutate
fervida di lavoro
torna fra noi l’estate.
Nei boschi, ai campi, al mare
invita a villeggiare!

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